Silvana De Mari sostiene che i gay vadano «guariti» perché posseduti da satana ed amici degli islamici

26 Ottobre 2019
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Come sempre è il quotidiano di Maurizio Belpietro ad aver dato spazio alla violenta omofobia di Silvana De Mari, la fedelissima di Cristiano Magdi Allam che è stata premiata dai leghisti non appena ha collezionato la sua prima condanna per diffamazione. In fondo di sa, tra i “populisti” la meritocrazia mira a premiare chiunque fomenta rabbia ed odio sociale.
Da mesi impegnata a sostenere che l’omosessualità debba essere ritenuta «reversibile» al punto da incoraggiare i genitori omofobi a non accettare i propri figli, è mischiando il suo odio verso i gay e il suo odio verso gli islamici che la signora De Mari firma l’ennesimo proclamo che cavalca l’odio a fini politici. Si parte col consueto vittimismo, sostenendo che la sua amichetta abbia «abbandonato il comportamento omosessuale» grazie ad una «conversione al cristianesimo». Non è un caso che la signora usi il termine «comportamento» visto quanto ama sostenere che l’omosessualità non sarebbe un orientamento sessuale ma un vizio, così come non meno grave è come sostenga che per essere sedicenti “cattolici” si debba necessariamente essere eterosessuali.
Si passa così a sbraitare che «i movimenti lgbt sono sereni e pacifici, gioiosi e pirotecnici. Hanno questa strana abitudine a fare pressioni per bloccare le conferenza altrui, anche a me ne sono state annullate una dozzina per le cortesi e allegre pressioni». Ed anche qui la signora non spiega che un comizio in cui si vomitano falsità per incoraggiare l’odio non è libertà di espressione, è propaganda d’odio. Così come a nessuno frega nulla di cosa faccia la signora Della Valle tra le sue lenzuola, il discorso cambia quando la signora va da dei genitori omofobi a raccontargli che basterà violentare i propri figli per poterli “rendere” eterosessuali come loro li desiderano.
Da prassi la fondamentaliste passa al suo solito fanatismo religioso, raccontando che l’odio sarebbe fede e invocando il sangue dei martiri cristiani quasi volesse scimmiottare i proclami dei guerriglieri dell’Isis:

Ho ascoltato Nausica nella Chiesa evangelica di Biella. Un fiume in piena di intelligenza e ironia, di amore e di fede. La fede in Cristo è altro punto che, ecco, definire dolente sarebbe eccessivo, ma che di sicuro possiamo definire poco cool. Il sangue dei cristiani scorre come liquido senza valore, nell’epoca dell’indifferenza dell’Occidente sempre più perso nei suoi deliri. Il martirio del 22 copti con le tute arancione sul mordo del Mediterraneo ha avuto meno cordoglio di Cecil il leone, l’estinzione già avvenuta con il ferro e con il fuoco dei cristiani di Mosul e quella in programma per i cristiani di Nigeria scivolano via dai media. Se Nausica si fosse convertita all’induismo, al buddismo, alla religione del culto delle formiche rosse e degli extraterrestri verdi, sarebbe stata osannata e amata. Si fosse convertita all’Islam, magari quello più ruspante, quanto è bello essere in tre a sposare in contemporanea lo stesso tizio, i giornali femminili farebbero la coda per avera la dichiarazione «quanto sono felice col burka» e tutti gli altri giornali farebbero la coda per avere la dichiarazione «siamo una religione di pace, che esista un terrorismo islamico è una fake-news»

Ovviamente nessuno dice che il terrorismo islamico sia una fake-news, ma si nota semplicemente che il problema è il terrorismo e non una religione che ha espressioni decisamente meno estremiste. Anche tra i cattolici esistono brave persone o fondamentalisti alla De Mari, ma ciò non ostiene ch ei primi debbano essere accomunati alla signora.
Anzi, forse bisognerebbe domandarsi quanto la signora De Mari sia vicina a quei gruppi di estrema destra che stanno compiendo un crescente numero di attentati terroristi di stampo neonazisti. Fare di tutta l’erba un fascio è quanto di meno cristiano si possa fare, ma la De Mari pare disposta a bestemmiare Dio pur di offrire la sua falsa testimonianza. Ed ancora, scrive:

Nausica ha trovato la potenza per il suo cambiamento in Cristo e questa la squalifica. La sua storia è nota: un rapporto problematico con la mamma, una folgorante carriera come giornalista televisiva accanto a Paolo Del Debbio e soprattutto una ferma convinzione di essere lesbica. Convinzione che la scienza ha dimostrato in maniera definitiva, con dati che arriva no da un enorme studio pubblicato sulla rivista Science e coordinato da Andrea Ganna, un ricercatore italiano del Massachusetts institute of technology, che la cosiddetta omosessualità non ha una determinazione genetica e dipende dalla nostra mente.

Lo studio citato non sostiene che l’omosessualità sia una fantasia, ma solo che non esisterebbe un singolo gene che la determina. Sostenere che sarebbe stato “Provato” che l’omosessualità possa essere “curata” è solo una fake-news che la signora ama ripetere dalle pagine della stampa leghista di Belpietro. E non meno assurdo è come tenti di sostenere che la sua sessualità deriverebbe dal suo rapporto con la madre come sostenuto dalle screditate teorie di Nicolosi.

Si passa così sostenere che il “cristianesimo” legittimerebbe l’odio omofobico:

C’è a casa sua un libriccino rimasto su uno scaffale che s’intitola “Cristianesimo e omosessualità”. Il libro resta li a lungo. Un giorno però Nausica decide di prendere in mano il piccolo libro. La sentenza senza appello. La Bibbia condanna la sodomia. Cristo la condanna, ricordando più volte nel Vangelo la distruzione della città di Sodoma. San Paolo la condanna. E allora? E allora le possibilità sono due: o le Sacre scritture dicono il falso o dicono il vero. Se dicono il vero, Dio condanna l’omosessualità. Se le Sacre Scritture condannano l’omosessualità, conclude Nausica, vuol dire che la cosetta omosessualità non è ne genetica né irreversibile. L’ultimo articolo di Science ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che non si tratta di qualcosa di genetico, e un enorme numero di ex gay dimostra che è reversibile. Gli ex gay sono un numero enorme, ne fa parte anche Nausica, ne fanno parte innumerevoli miei amici. E tutti dichiarano che dopo il cambiamento sono infinitamente più in equilibrio. Nausica ha l’impressione dannatamente forte che chi si è dichiarato gay o lesbica abbia la vita molto più facile di chi si dichiari ex gay o ex lesbica, perché, nella società sta comandando la lobby Lgb.

Peccato che Gesù criticasse l’assenza di ospitalità di Sodoma (ossia l’atteggiamento dei leghisti). Usare una strana interpretazione della Bibbia per incitare all’odio in nome di Dio pare un atteggiamento non dissimile da quei terroristi che la signora dice di disprezzare. E non va meglio quando passa così a dichiarare che l’omosessualità andrebbe «curata» perché Dio la odierebbe:

l’accettazione di sé stessi, il riconoscere la propria cosiddetta omosessualità per quello che è, una stampella che aiuta la ferita: ma la cura non è la stampella, è curare e guarire la ferita che ha creato la necessità di una stampella. E qui finalmente Nausica ci parla di Dio, che ama gli omosessuali, anzi, le persone a comportamento omosessuale, ma odia il peccato dell’omosessualità

Ed ancora, afferma:

L’omosessuale, anzi la persona a comportamento omosessuale, è vittima del peccato, Satana si attacca alle sue ferite le amplifica, amplifica quelle ferite e quell’abbandono, cosi che la stampella sembri l’unica soluzione e tutti coloro che criticano la stampale. Sacre scritture incluse, diventano «malvagi».

Peccato che la malvagità non sia delle scritture, ma di chi abusa di essere per promuovere odio. Citare la bibbia per sostenere che l’odio sia un dovere è aberrante. Ma forse è troppo pretendere etica da una fondamentalista che arriva a paragonare i gay che criticano chi li vuol “curare” ai nazisti:

Il mondo a avanti per propaganda. Hermann Göring, ministro di Adolf Hitler, ha osato verbalizzare quello che ogni buon dittatore ha sempre saputo: una bugia ripetuta molto diventa verità, diventa la Verità, diventa il Verbo. E chiunque contraddica il Ver bo, con le sue parole, oppure come gli ex gay con la loro stessa esistenza, è cattivo, spinge all’omofobia. L’amore non ha sesso, è uno slogan falso. Ci sono amori diversi, l’amore tra un uomo e una donna genera la vita, rende coartefici della creazione. C’e una confusione dell’amore, che genera equilibrio e vita, e l’erotismo che genera «sensazioni». Partendo dall’infanzia non si può colmare quella mancanza di amore con il sesso, solo un rapporto sano lo può riempire. Le lobbies usano le persone come burattini, le indottrinano: quando parlano dicono tutti le stesse cose.

Ritornando a cavalcare l’odio anti-islamico, Silvana De Mari inziia a criticare l’islam per comportamenti di intolleranza molto simili ai suoi, lamentando che le sue vittime non odino glia ltri gruppi che lei odia quanto lei vorrebbe:

Nei pride non c’è un accenno alle persone a comportamento omosessuale assassina te nell’islam. E prescritto nell’Islam l’assassinio delle persone a comportamento omosessuale, eppure nei pride “Aliah loves equality” sulla bandiera arcobaleno. E poi nei pride si osanna la cosiddetta gestazione per altri, l’utero in affitto.
Una pratica che impone al bambino il più tragico senso di abbandono. Per esempio una
mamma con centrata sulla carriera, irritata dalla presenza del figlio: tutte quelle emozioni negative arrivano al feto, il senso del rifiuto arriva.

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